Il Metodo

Se, come tantissime altre mamme, anche voi siete alla ricerca della soluzione ai problemi di sonno del vostro bambino, saprete sicuramente che esistono molte autorevoli teorie a riguardo: si va co-sleeping * (letteralmente “dormire insieme”), che sottoline il bisogno affettivo del bambino di dormire nello stesso letto del genitore, alla celebre teoria del “Fate la nanna” di Eduard Esitivill[1], che suggerisce di non intervenire quando il bambino si risveglia la notte e di lasciarlo piangere da solo nella stanza per periodi sempre più lunghi…

Tra i due estremi, per quanto mi riguarda, da anni ho scelto di seguire (con qualche tocco personale, ovviamente!) l’altrettanto celebre metodo della puericultrice americana Tracy Hogg, convinta sostenitrice dell’importanza dell’autonomia dei bambini ma, nello stesso tempo, anche della necessaria funzione consolatoria dei genitori rispetto ai loro momenti di difficoltà: è giusto e importante, in parole povere, che i bambini imparino ad addormentarsi da soli nel proprio letto ma per raggiungere questo risultato non è necessario abbandonarli a loro stessi!

Ecco di cosa si tratta:

Partiamo dal presupposto che il sonno dei bambini, esattamente come quello gli adulti, non è uno stato uniforme ma un’alternanza di fasi di sonno più e meno profondo.

Nel passaggio da una fase all’altra si verficano sempre dei microrsivegli: alcuni bambini li avvertono appena e si riaddormentano automaticamente, altri invece si svegliano improvvisamente in preda ad urla e pianti disperati.

Perché succede? Intanto state tranquilli, non si tratta né di bambini disturbati né di bambini “difficili”: molto probabilmente si tratta solo di bambini spaventati perché sono stati abituati ad addormentarsi in determinate condizioni e, al loro risveglio, si trovano improvvisamente in una situazione completamente diversa che non riconoscono...

Come reagireste voi se nel cuore della notte vi cambiassero la stanza oppure addirittura il letto??

Questo significa quindi, che se li avete abituati ad addormentarsi in braccio, sul passeggino, con il ciuccio o in qualsiasi altro modo bizzarro, al loro risveglio saranno presi dal panico e per riaddormentarsi pretenderanno di riavere le stesse condizioni.

Una buona notizia però c’è: queste cattive abitudini, esattamente come sono state apprese dal bambino possono essere rimosse seguendo uno scrupoloso programma di rettifica.

Ecco, in particolare, cosa prevede il mio intervento come consulente del sonno:

  • un’analisi approfondita della storia del bambino, indispensabile per capire il suo temperamento e l’origine dei suoi disturbi
  • l’individuazione degli elementi da eliminare
  • la costruzione di un nuovo rituale della buona notte da far applicare a voi genitori
  • il sostegno e la guida nella fase di rettifica delle cattive abitudini grazie alla quale il bambino dimenticherà tutto ciò che di sbagliato ha associato al sonno e imparerà ad addormentarsi senza l’aiuto di elementi esterni.

Molte mamme a questo punto mi chiedono: “ma piangerà molto?”
Bene, vi posso assicurare che… sì, piangerà; per quanto tempo e con quanta forza dipenderà dal suo temperamento, dall’età, dal radicamento delle cattive abitudini e dai precedenti tentativi di correggerlo non andati a buon fine.

Posso però assicurarvi, con altrettanta certezza, che durante questi momenti voi sarete sempre con lui (ed io con voi) per rassicurarlo e sostenerlo con tanto affetto ed altrettanta fermezza: se necessario lo calmerete prendendolo in braccio e lo rimetterete giù nel lettino ancora sveglio ripetendo questa operazione (a volte per ore, preparatevi!) fino a quando non si addormenterà.

Il primo giorno sarà molto difficile, il secondo andrà già molto meglio e il terzo giorno rimarrete sorpresi dagli incredibili risultati che riusciremo a raggiungere insieme: il vostro bambino avrà imparato ad addormentarsi da solo e voi capirete finalmente di avercela fatta e di aver riconquistato il sonno perduto da tanto tempo.

Avete ancora qualche dubbio o volete saperne di più? Allora scrivetemi! Sarò felice di rispondere a tutte le vostre domande!

[1] Teoria del pediatra americano William Sears, autore di “The Attachment Parenting Book (2001)”; Eduard Estivill, “Fate la nanna”, ed. Mandragora 1999 Tracy Hogg, Melinda Bau “Il linguaggio segreto dei neonati”, Mondadori 2004